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Riflessioni...


La terra ha fatto il suo ingresso nel mio studio molti anni fa, incontrando la mia ricerca e condividendo gli spazi silenziosi di quel luogo. Lentamente, è andata prendendo corpo, impastandosi ai miei pensieri, imponendosi e offrendo altre e nuove superfici ai miei colori: ciò che ne è nato è ormai un legame, anzi, un incantamento che considero imprescindibile… quando la terra accoglie le mie mani, ancora umida, odorosa di pioggia, fremiti e tensioni si trasformano in increspature della superficie, in tracce, forme, a volte in parole che, pacatamente, imprimono così, come affiorano dalla coscienza, traducendo in segni, volumi e colori tutto ciò che il mio spirito è capace di accogliere. In questo, credo sia il senso vero, il senso profondo di ciò che non può definirsi solo una professione, ma un modo di concepire l’essere e l’esistere dove il silenzio si anima di consapevolezze ed il tempo di attese vitali.
Raffaella Menichetti.

Su strade antiche il mormorio di voci passate mi accompagna in questo viaggio solitario ed ostinato. Cerco tracce di una storia fatta di emozioni, sentimenti, paure: quel piccolo ordito, esile e fragile, su cui la Storia irrompe con la sua forza cieca e terribile. Noi tutti, piccole creature, capaci di emozionarci per un nulla che ci infiamma il cuore, costruttori e distruttori di quell’ordito precario, avanziamo di filo in filo, tenaci e forti come solo chi è inconsapevole può esserlo. Noi lottiamo in battaglie impari per poi riprendere il cammino stremati senza mai sapere chi abbia vinto e cosa. Intessiamo parole e silenzi, sogni e disillusioni, amore e dolore. Preghiamo come sciamani stolti in questa preistoria dell’anima, crediamo giusto ciò che non lo è, e corone di carta cingono il capo dei re… Ma il cammino è lungo, nuovi silenzi s’intesseranno ad altre parole e sogni a delusioni e amore al dolore. Cerco in questo viaggio, solitario ed ostinato, tracce di una storia senza bagliori, lacrime come perle, segni come parole a raccontare frammenti di storie sussurrate.
Raffaella Menichetti.

Sterpi secchi queste mie parole, diritte verso il cielo si alzano, preghiera asciutta come sassi levigati dal tempo. Aspetto, ascoltando il silenzio, aspetto un segno, un fruscio. Conto chicchi di sabbia ai miei piedi. Costellazioni luminose in una luce senza tempo. Minuscoli frammenti sgranati dal vento in una nenia senza fine. Aspetto ancora ed il sale odoroso del mare increspa la pelle, guarisce ferite. In questa luce senza tempo, riflessa in questi chicchi come stelle, mi vedo: rivoli di sale sul corpo, segni antichi di una storia asciutta come preghiera levigata dal tempo.
Raffaella Menichetti.

Di terra in terra vago e cerco stelle ad indicare il cammino sicuro. Tacciono gli oracoli e l’aria si fa scura: notte senza stelle. Mai più incrocerò spade o vestirò armature di sale per camminare sull’orlo dell’abisso. Mai più soffieranno i venti a scombinare le carte dei cieli. Traccerò nuove rotte per questo mio cuore ed il mio passo sarà sicuro come la verità che mi fa bella. Nelle tue mani troverò la forza, nelle parole i puntelli. Porterò i miei sogni tra i capelli come stelle di mare lucenti. Le mie lacrime al collo come perle a custodire gli universi caduti dagli occhi.
Raffaella Menichetti.
 

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Raffaella Menichetti
 

il corpo quasi esile, capelli corti e sbarazzini ed un sorriso rassicurante che cela la violenta emotività che nutre la sua arte. Raffaella Menichetti è una donna intensa, come la sensazione di vertigine che ti assale se decide, invece, di mostrarti l’abissale profondità della sua anima. .::Spesso si tratta di visioni, immagini che improvvisamente compaiono dinanzi ai miei occhi::., dice, cercando di descrivere il processo creativo da cui hanno origine le sue particolarissime opere. Così si siede al tavolo, carta e matita alla mano, e comincia a disegnare, a scrivere. .::All’inizio ci sono troppi elementi, impulsi molteplici che si sovrappongono, fanno confusione -spiega-. Se riesco a ridurli e raffinarli, mi sembra di arrivare al cuore dell’emozione che sto provando::.. Nella ricerca della forma pura, i pensieri acquisiscono una dimensione concreta, si traducono in colori, segni, parole. .::Mio nonno era uno scultore romano -racconta-, quand’ero bambina trascorrevo intere giornate nel suo studio a giocare con i più diversi materiali: probabilmente dipenda da questo il fatto che non mi sia mai posta dei limiti nella scelta del supporto su cui imprimere i miei messaggi::.. Pittrice e ceramista, ha rifiutato ben presto la funzione puramente decorativa dell’arte: .::Credo che esista una fase artigianale irrinunciabile, in cui si acquisiscono le conoscenze e le abilità tecniche. Poi però bisogna imparare a far si che regole e schemi non restino una gabbia, ma diventino il più prezioso strumento di libertà espressiva::.. Passionale, mediterranea, Raffaella vive di impressioni che colpiscono i suoi sensi e sconvolgono il delicato spirito, prima di trovare una raffinata, sacrale e quasi orientale compostezza nei quadri e nelle sculture. In scena ci sono fragili paure, dolorose incertezze, dolcissimi legami ed uno sconfinato amore per la natura. .::Ogni opera può essere letta a livelli differenti, a seconda delle chiavi che l’autore decide di dare o piuttosto di non dare all’osservatore. Il fascino della comunicazione sta nell’incontro, dall’imprevedibile esito, tra la sensibilità dell’uno ed il vissuto interiore dell’altro::.. Le opere della Menichetti sono state esposte in prestigiose gallerie di tutto il mondo: Parigi, Milano, Francoforte, Mosca, Bologna, Roma, Budapest, Kurashiki (Giappone). L’artista collabora stabilmente con importanti realtà espositive di Stoccolma e Oslo. Nel 1995 è stata scelta dall’esclusivo “Kreative Creis International” per essere tra i dieci ceramisti più rappresentativi della ricerca e sperimentazione artistica d’Europa. Forse per questo può destare inizialmente stupore la grande soddisfazione con cui cita la mostra personale al Museo Civico Pio Capponi e alle Favisse, a Terracina. Nata a Roma, trasferitasi nella cittadina sul mare all’età di sette anni, Raffaella è tornata a studiare nella capitale ma poi ha deciso, o meglio scelto, come ci tiene a sottolineare- di vivere qui. .::Credo che ognuno abbia il diritto di cercare il posto in cui si sente di avere un senso -spiega-. Lo so di appartenere a questa terra, personalmente ed artisticamente::.. Da oltre quindici anni lavora a Terracina: .::Il mio studio si trova su quella che fu l’antica via romana delle botteghe dei vasai. I luoghi che percorro ogni giorno, i sassi che raccontano storie lontanissime, i profumi del mare e della montagna: sono queste piccole cose a regalarmi le più importanti suggestioni::.. Straordinaria interprete del territorio, è forte in lei il desiderio di rendere omaggio alla sua prima fonte di ispirazione. La strutturale carenza di spazi e le complicate formule organizzative le procurano qualche fatica in più, ma assolutamente non la scoraggiano. .::Non ci vorrebbe molto ad aprirsi al dibattito artistico e culturale che, nelle diverse forme, si accende e consuma ad appena cento chilometri di distanza -riflette-. Quando succede è straordinario, perché è proprio allora che un museo va oltre il suo essere sito ufficiale deputato alla raccolta e alla conservazione dei reperti archeologici e abbraccia finalmente la matura e affascinante concezione di un dialogo ancora aperto, di un interscambio comunicativo continuo tra il territorio ed i suoi abitanti::..

Testi di: Francesca De Santis  
 


       
Raffaella Menichetti - 04019 Terracina (LT) - Via del Fiume, 13 - tel: 0773.700993 / 0773.700316
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